Dal ‘700
da forma
al vino
delle Langhe

Progetto

02.Progetto

Le origini.

Unica ed artigianale, nasce nel ‘700 la bottiglia Albeisa. Voluta dai produttori locali, forgiata dagli antichi maestri vetrai.

La storia di questa bottiglia nasce già nel ‘700 quando i produttori del circondario Albese vollero per i propri vini un contenitore unico e distinguibile che li nobilitasse al pari delle più note borgognotte e bordolesi d’Oltralpe. L’ambizioso progetto venne affidato alle sapienti mani dei maestri vetrai delle antiche Vetrerie di Poirino, che coniarono la sua forma, tracciando la linea della sua riconoscibile spalla. Prodotta a mano, pezzo per pezzo, divenne subito un elegante accessorio delle tavole nobiliari e borghesi, alimentando la sua notorietà e diffusione. L’avvento dell’industrializzazione del vetro, da lì a poco però, prenderà il sopravvento, rendendo la produzione sempre più economica e di scala favorendo le nuove industrie europee. Fu così che nel giro di qualche decennio l’originale bottiglia Albeisa trovò meno spazio sul mercato perdendosi nella memoria locale.

01.Progetto

La rinascita

Dall’iconica forma a simbolo del territorio, rinasce la bottiglia Albeisa: raffinata, moderna e disciplinata.

È nel 1973 che grazie all’intuizione di 16 produttori albesi, ispirati dal visionario Renato Ratti, la bottiglia ALBEISA viene riprodotta e regolamentata tramite un preciso Statuto che mai prima era stato messo in atto per disciplinare e controllare l’utilizzo di un contenitore. L’innovazione, unica nel suo genere, non è quella di riprodurre una vecchia bottiglia ma quella di legarla ad un territorio e di regolamentarne il suo utilizzo all’interno del territorio stesso. La nuova versione del 1973 riporta in modo chiaro ed esplicito il suo nome, grazie ad un rilievo sul vetro ripetuto per 4 volte ad altezza della spalla, in modo da poterlo scorgere da qualsiasi parte la si guardi. Il suo utilizzo è tutelato dall’”Associazione dei Produttori dell’Albese” che ne indica la possibilità di impiego; nonché fornisce un dettaglio sulle varietà e le DOC/DOCG che essa può contenere. Un legame forte e diretto tra quello che Le Langhe producono ed il contenitore con il quale questo nuovo prodotto pronto per viaggiare il Mondo.

03.Progetto

Albeisa oggi.

Artigianalità e visione globale sono il segreto di una bottiglia moderna, evoluta con arte e sostenibilità.

Il visionario progetto è sposato sempre più dalle aziende locali, che decidono di vestire i propri vini rendendoli riconoscibili con questo marchio del territorio. Il temerario progetto oggi conta circa 300 produttori di grandi vini che esportano nelle tavole di tutto il mondo quasi 18 milioni di bottiglie. Unico in italia e famosa nel mondo, la Bottiglia Albeisa è senza dubbio un esempio di successo dell’inventiva, della tradizione e della lungimiranza dei vitivinicoltori albesi che hanno saputo aggiungere un componente prezioso al terroir di Langa e Roero.

04.Progetto

Albeisa Leggera.

Più forti nel mercato, più leggeri per l’ambiente.

Dal 2007 Albeisa viene prodotta anche in versione “light” con un peso specifico pari a circa il 30% in meno rispetto al modello tradizionale. Una scelta che i produttori hanno attuato con sempre maggiore convinzione, tanto che si è passati dalle 1 milione unità prodotte nel 2007 agli oltre 5 milioni di esemplari di bottiglie Albeisa in versione leggera utilizzate ogni anno. Una svolta che si è tradotta in una minor quantità di energia e di materie prime utilizzate, in un notevole calo di emissioni di CO2 ed in una netta riduzione dei rifiuti stimato oltre 8 milioni di kilogrammi di vetro dalla sua entrata in commercio.

05.Progetto

Sostenibilità globale.

Difesa dell’ambiente e sensibilizzazione, i valori del pianeta Albeisa.

In quest’ottica nasce nel 2013, per la celebrazione dei 40 anni di Albeisa, l’idea del “Bosco Albeisa”, per dare un segnale forte e distintivo di impatto “naturalista”. Si tratta di un’operazione di rimboschimento del Kenya nella zona del Bore, fortemente disagiata dal punto di vista socio-economico e aggravata da una cruenta deforestazione degli ultimi decenni; grazie alla messa a dimora di oltre 4.000 piante ad alto fusto gli abitanti del posto hanno dato vita ad un’area che consente di dare lavoro e sostentamento alla popolazione locale nonché fornire un “nuovo polmone” per il ciclo dell’ossigeno della Terra. Il Bosco Albeisa può essere monitorato grazie al supporto fornito dall’associazione Tree-Nation con cui questo progetto è stato realizzato.

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